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Critica

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La Via Crucis per il Giubileo millenario di Paolo Marazzi - Leo Strozzieri

In occasione del Giubileo lo scultore laziale Paolo Marazzi ha eseguito una singolare Via Crucis esposta alla XV Rassegna Internazionale di Arte Sacra di Celano, nonché alla V edizione della mostra "Ricerche Contemporanee" tenutasi a Pianella nello scorso dicembre. La suite di opere sacre ispirate a questa pratica penitenziale, consistente nella meditazione sulla passione e morte di Cristo in Croce, evento salvifico articolato in 14 momenti o stazioni, risulta di assoluta originalità linguistica: è stata infatti realizzata facendo ricorso ai canoni dell'astrattismo geometrico con evidenti radici cubo-futuriste.
Le opere sono state eseguite su cartone, supporto non certo nobile sul quale il colore consistente in polveri di pietre è calato con dovizia, dando così quel rilievo materico che al cospetto della luce rende le superfici vibranti e preziose come mosaici. Nell' esemplare compostezza dei personaggi delle scene sacre resi, come detto, in forme geometriche, risulta enfatizzata la dialettica irrazionalità-logica, rispettivamente del contenuto storico e del linguaggio con cui esso viene riproposto. Come dire memoria e presente: la memoria di un evento tra i più assurdi che la storia ricordi, cioè la morte dell'innocente per eccellenza, per ciò stesso paradigma quasi fisico del comportamento irrazionale dell'uomo che crocifigge il suo uomo-Dio.
 Questa commemorazione Marazzi la esprime con sensibilità illuministica, facendo cioè ricorso allo splendore della geometria che - come sappiamo - ha le sue leggi immutabili e dissemina nello spazio architetture dallo straordinario equilibrio. 
E' forse l'esperienza del percorso di fede che ha portato il bravo maestro laziale a documentare il mistero chiave del cristianesimo in termini astratto-geometrici, quindi estremamente razionali a dimostrazione di una concordanza tra fede e ragione.
Altra annotazione, leggendo questi stupendi cartoni, riguarda la predilezione dell'autore per la linea curva nella composizione secondo una prassi che riguarda anche la sua opera monumentale in pietra albana e le sue mirabili tarsie, di cui egli è massimo esponente in Europa. Tutto sommato l'accentuato andamento ovoidale serve a porre in essere una suggestiva valenza genesiaca all'opera sacra. Le istanze effettive del Marazzi credente vanno rapportate al noto principio formulato da Tertulliano: "semen est sanguis christianorum", ovvero il sangue dei cristiani, in primis quello del divino Redentore, ha il vigore germinativo del seme. Infatti se il chicco di grano caduto per terra non muore, rimane solo, se invece muore porta molto frutto. 
Riesce oltremodo significativa una simile lettura della stupenda Via Crucis marazziana; la tensione disegnativa ovulare appare cosi come un ineluttabile moto verso la vita donata dal Cristo in abbondanza e non perimetrata da ostacolo alcuno. 
Che dire degli insistiti passaggi luministici sul capo di Cristo e di alcuni altri personaggi come Maria, la Maddalena, il Cireneo, le Pie Donne? Sono preziosi bagliori che spezzano i tasselli uniformi e quasi monocromi di blu scuro profondo rendendo giustizia senza reticenze alla forza simbolica della luce. cardine essenziale del Mistero Pasquale e cioè dell'annientamento del Cristo e della sua prodigiosa Risurrezione.

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