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Critica

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Paolo Marazzi: uno scultore che dipinge con la pietra - Moustafa A. Moity

Con, nel cuore, l'ardore e un'intensa passione per la natura egli esplora i monti e le rupi, alla ricerca della pura bellezza, di quel valore estetico che arricchisce l'esistenza dell'uomo di nuove emozioni.
Con gli occhi del geologo ed insieme dell'artista, egli libera dalla pietra ciò che si nasconde nelle sue profondità per poi interrogarla nella trasparente lingua delle emozioni.
Di ogni paese egli sceglie un monte, come se scegliesse di ogni paese un figlio, e di ciascun monte, una pietra di colore diverso e con una propria caratteristica, diversa per la varietà delle impronte impresse da Dio all'ambiente.
Queste pietre sono per Marazzi come una famiglia che, parlando avvolta dall'amore universale, dà vita ad un dialogo a bassa voce con chi lo sa accettare.
Le opere dell'artista, piane nella struttura, sembrano opere create dal pennello di un pittore abile nel comporre singolari sfumature di colori.
Quando egli lavora alle sue opere plastiche non fa che scolpirle nel cuore del monte, di quel particolare monte nel suo bel paese «Marino» simile ad un padre nell'atto di stringere in un abbraccio amoroso un figlio.
Ed è vero che, di fronte al sincero amore di Paolo Marazzi, la dura pietra si è sciolta e teneramente ha rivelato all'artista tutti i suoi segreti.

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