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Critica

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Dal nulla alla creazione - Cinzia Staforte

Paolo Marazzi è ormai da tempo uno scultore affermato in Italia ed all'estero, di raffinata cultura, dove l'estetica si sposa con principi di fondamentale importanza.
Le sue opere testimoniano il continuo impegno sociale di artista e cittadino del mondo, dove progresso scientifico, Pace, fratellanza tra le varie etnie sono alla base del suo operare.
Uno scultore monumentale, capace di creare forme nuove ai passi con i tempi, dove nulla è improvvisato, dove la maestria tecnico-esecutiva, dei suoi lavori, raggiunge apici ormai da tempo dimenticati e conduce l'osservatore verso composizioni di affascinante bellezza, esternando forme e figure nel suo simbosio ideale.
In questo piccolo assaggio della sua alta professionalità e grande conoscenza della Pietra Albana e del marmo, mette insieme citazioni storiche di mestieranza con aggiunte prettamente personali e originali suggerite e costruite sulla contaminazione dei materiali, delle forme, dei colori e disegni da cui nascono le sue Tarsie Marmoree.
Nel creare tali opere la bidimensionalità si tramuta in tridimensionalità.
Iì gioco policromo dei marmi antichi, da questi usati e scelti con particolare cura, non tradiscono - nel segno - la visione assolutamente scultorea del suo essere.
La sottile inventiva conduce a composizioni affascinanti e nell'insieme l'esaltazione degli elementi principali della natura - aria - terra - acqua - fuoco - e del cosmo, del suo essere ed esistere conduce ad una analisi profonda dell'universo che diviene visibile e penetrabile grazie a quei vorticosi giochi di linee, luce e curve che catapultano l'osservatore nello spazio interno ed infinito dell'opera.
Paolo Marazzi, è di continuo attratto dalla conturbanza di tutto il mondo lontanissimo, eppure vicinissimo nella sua spazialità pura.
Ha assemblato questi marmi di pregiato valore storico, ricercando e creando un universo al contempo fantastico e reale, in continua evoluzione e dinamicità dove è possibile osservare con felice armonia il moto universale della vita ed il suo continuo mutare.
Nella vorticosa fuga verso l'ignoto, queste forme si muovono tra la dolcezza di un sogno, la saggezza di un artista-poeta e la follia di un lavoro che lo attanaglia e lo reclama costantemente al suo servizio per liberare l'animo interiore della Pietra - materia viva e costantemente pulsante di cui Paolo Marazzi ne avverte ogni minimo respiro in cui tra il furore e la gioia prosegue il suo lavoro con la speranza che un Sileno non venga ad annunciare grigi inverni e autunni invivibili - contrari alla sua poetica e pensiero di artista - che torno a ripetere, esprime in ogni momento "…La sua ispirazione cosmica cercando di vedere al di là degli spazi più profondi…
Dunque, tutto il suo lavoro di scultore viene incentrato e  vitalizzato dall'attrazione del cosmo, dove i corpi fluttuano e ritmano danze d'accoppiamento le cui forme sono espressione di una adesione al tema trattato, nell'involucro circoscritto della tarsia, lasciando fuori ogni contaminazione letteraria precedente l'opera stessa.
Dalle antiche radici storiche tramandateci dal mondo egizio, greco, romano, Marazzi, si è soffermato con attenzione su questi esempi di alta civiltà e cultura superstiti unici da dove ha potuto trovare e costruire, su basi consolidate dai secoli e dal trascorrere del tempo il suo mondo artistico.
Da queste radici la sua arte ha preso forma, inventandola ed inserendola in uno spazio e contesto totalmente nuovo, l'ha fatta lievitare fino ad un nuovo senso mitologico del corpo, inteso come forma d'amore verso il cosmo e l'umanità tutta e mai come forma di dannazione.
Come possiamo notare in queste tarsie e disegni comune denominatore risulta essere sempre e costantemente quella di un'impenitente scavatore della pietra e del marmo per sorprendere e portare alla luce forme impregnate di vita, che si riescono a comprendere pienamente solo al contatto col senso di necessità che anima il mondo di questo scultore che fa del suo fare una autentica espressione della sua totalità umana ed insieme cosmica.
Da questi pregiati intarsi marmorei traspare una condizione di estrema pienezza e conoscenza di un mondo a noi ignoto, dal richiamo costante dei marmi, sempre e serratamente animato da uno spirito ed impegno altamente civile, Marazzi esalta la parte migliore dell'intelligenza umana, del progresso nato col preciso intento di creare un futuro degno di essere stato concepito dall'uomo.
Per Paolo l'essere artista è la stessa cosa che l'essere persona umana, pensante, amante di un lavoro che costantemente lo tiene prigioniero, ma senza del quale non saprebbe vivere. La forza e la passionalità deriva dal fatto di essere pienamente coscente che dal suo gesto, dal connubio materia-gesto, deriverà una forma, una creatura speciale della mente che gli appartiene, nata dalle viscere della materia e dalla sua acuta interpretazione, figlia del cosmo e dello spazio infinito, dove la potenzialità dinamica della linea è pur sempre fulcro fondamentale di tutto il suo operare.
In questo senso si può liberamente parlare di arte-necessità per lui come artista e per noi fruitori di un "prodotto" degno di essere definito Arte. Un arte dal respiro lungo e profondo che dal cosmo giunge all'umanità tramite un'impegno costante, un dialogo serrato con il marmo, costruito su di una sintassi storica ed universale al contempo con un ritorno costante verso mondi lontani dove la ricca vitalità interiore di Paolo si lega felicemente all'assolutezza misteriosa e inafferrabile del mondo.

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